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Lettera di Paola Pirastu

Sono la mamma di una bimba di sei anni, da tredici mesi in cura presso l'Oncoematologia Pediatrica dell'Ospedale Microcitemico di Cagliari. Ho ritenuto di dover utilizzare lo spazio che mi è stato concesso per ringraziare le persone che prestano la loro opera come volontari nei reparti pediatrici. Non credo sia necessario soffermarsi a descrivere il difficile periodo che la mia famiglia sta attraversando. 
La nostra non è che una fra le tante storie che gravitano intorno ad un reparto di oncologia infantile; e ritengo che non sia difficile per chiunque abbia figli, calarsi nei nostri panni e comprendere i nostri sentimenti di genitori. Ma ciò che viviamo noi è in ogni modo poca cosa rispetto a quanto è avvenuto nella vita dei nostri bambini. Bambini che avevano giornate fatte di scuola, compagni, amici, corse in bicicletta, mare, feste. e che improvvisamente si sono ritrovati in un letto d'ospedale, con giornate fatte di esami, farmaci, sofferenze, noia. 
Ed è necessario l'impegno professionale e personale di molti operatori per poter supererare momenti così difficili. Però con il passare del tempo mia figlia, e come lei tanti altri bambini, hanno ritrovato il sorriso, la voglia di guarire e di crescere. Questo è avvenuto anche grazie a chi ha fatto in modo che un po' di "normalità" tornasse progressivamente nella loro vita, stimolandoli a riprendere un'attività così importante, soprattutto in ospedale: il gioco. 
I nostri bambini hanno oggi dei nuovi amici con cui disegnare, ritagliare, incollare e che ogni giorno arrivano con un sorriso e qualche nuovo gioco da inventare insieme. Se anche questo, come credo, aiuta i bambini a guarire, non posso che sperare che questo diventi possibile in ogni Ospedale Pediatrico.

Con affetto Paola Pirastu