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35 anni di ABOS: un viaggio di speranza e colori. Gennaio 1991-2026

Celebriamo un traguardo speciale:

35 anni dell’associazione A.B.O.S. Ma non festeggiamo solo un numero. Celebriamo emozioni, ricordi, storie di vita che si intrecciano. Celebriamo un cammino fatto di coraggio, speranza e amore incondizionato per i bambini che affrontano una delle sfide più difficili: la malattia.

Grazie ad ABOS, tanti bambini in ospedale hanno potuto continuare a giocare, creare e sognare. Con l’arte, la musica e il sorriso di un volontario, hanno trovato conforto e sicurezza, anche quando il mondo sembrava crollare attorno a loro. Sono 35 anni di impegno, di piccoli gesti che hanno trasformato la vita di centinaia di bambini e delle loro famiglie, portando bellezza, colore e serenità anche nelle situazioni più dure. Dietro ogni sorriso, ogni gioco, ogni nota musicale, che ha risuonato tra le mura di un ospedale, c’è una storia di speranza, di umanità. Sono piccoli atti di gioia che diventano strumenti fondamentali per non farsi sopraffare dalla malattia. Affrontare la malattia di un bambino è un’esperienza che tocca profondamente l’anima. Non è solo il bambino a lottare, ma anche i genitori, che spesso, nella solitudine più intima, trovano la forza di non arrendersi. Una lotta silenziosa, spesso invisibile, nascosta dietro un sorriso o una mano tesa, ma sempre accompagnata da una sensazione di impotenza che non li abbandona mai. Quando un bambino riesce ancora a mescolare realtà e fantasia, significa che la sua anima è viva, che la speranza non è stata spezzata dalla malattia.

Continua a giocare, a sognare un mondo dove vivere a colori, proprio come nella canzone di Alessandra Amoroso che in tanti hanno amato e che alcuni hanno avuto la fortuna di incontrare personalmente. Ogni bambino è unico, vive il dolore a modo suo, anche se le ferite sembrano simili, il dolore di un bambino non si pesa, non si confronta, non si giudica. Semplicemente si ascolta, con il cuore. Perché anche nei sorrisi silenziosi o nelle lacrime non espresse, ogni bambino ci chiede, in qualche modo, di restare al suo fianco. Oggi, guardando a questi 35 anni, non vogliamo solo celebrare chi ha vinto la sua battaglia. Vogliamo, soprattutto, ricordare e onorare quei bambini che, purtroppo, non hanno avuto la stessa fortuna. La decisione di dedicare questo anniversario a loro è il nostro modo per tenerne viva la memoria, perché ogni bambino che ha fatto parte di questo nostro cammino, ha lasciato un segno profondo nel cuore di chi gli è stato vicino: medici, familiari, volontari. Ogni loro sorriso, ogni carezza ricevuta o donata, è un tesoro che non deve essere dimenticato. Non è necessario pronunciare i loro nomi, perché li portiamo dentro il cuore Tutti i bambini hanno condiviso lo stesso dolore, affidando le loro preghiere alla “stessa” Madonnina che ama ogni bambino, e come ultimo dono, ci hanno lasciato perle preziose come : la forza, l’amore, la speranza e la generosità.  I bambini non dovrebbero mai diventare angeli prima del tempo. Ma quelli che lo sono diventati, ora giocano in Paradiso tra i fiori e le stelle. Li immaginiamo intenti a pasticciare con la colla, e ritagliare con le forbici, proprio come avrebbero fatto con noi.

Per sempre.

Luciana Marotta

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