ABOS – SETTEMBRE 2026 –
Ho conosciuto E. durante il volontariato ABOS nel reparto di Chirurgia Pediatria: una bambina di 6 anni, dolce, premurosa e simpatica. Accanto a lei sempre la sua mamma, presente e amorevole e anche tutto il personale ha cercato di farla sentire accolta, protetta e amata, nonostante abbia avuto un percorso molto complicato.
Ogni lunedì, quando arrivavo in reparto, speravo di non trovarla in quella stanzetta. Non perché non volessi vederla, ma perché avrei voluto immaginarla da tutt’altra parte: magari al parco, a giocare con i suoi amichetti, a correre e a vivere semplicemente la sua infanzia.
Ogni volta che arrivavo, cercavo con la fantasia di rendere quella stanzetta un po’ più bella ai suoi occhi, trasformandola, per quanto possibile, in un luogo dove poter giocare e sentirsi un po’ più leggera.
La cosa più bella del mio turno era vedere quanto si divertiva. In quei momenti sembrava che l’ospedale potesse scomparire e lasciare spazio soltanto a una bambina che giocava.
Perché dentro un ospedale il gioco è importante.
- merita di giocare. Tutti i bambini meritano di giocare e di sentirsi semplicemente bambini.
Forse è proprio questo che dà un senso al nostro essere volontari: riuscire, anche solo per poco, a restituire a un bambino la sua normalità, la sua leggerezza e il suo sorriso.



