Il pavone Adone

Tra gli animali in fattoria ce n’era uno più bello degli altri: il pavone Adone. Un giorno si mise in testa di diventare il re della fattoria perché aveva sentito dire che in Africa, un animale veniva chiamato re della savana: era il leone. Adone era convinto di essere il migliore tra tutti gli abitanti della fattoria. Decise di scalare i gradini su cui stavano appollaiate le galline per rubargli il posto e guardare tutti dall’alto. Voleva fare un discorso da re. Una volta arrivato in cima, si schiarì la voce e per darsi ancora più importanza aprì la sua maestosa coda, ma subito perse l’equilibrio. Il peso della enorme coda, lo fece cadere in avanti. Finì a terra e diventò rosso per l’imbarazzo. Tutti gli animali scoppiarono a ridere e lui non fece mai più il gradasso.

Il polpo innamorato di una polpa

In fondo al mare viveva un polpo innamorato di una polpa. La corteggiò a lungo con spruzzi di inchiostro nero con cui disegnava cuori e tante altre bellissimi cose del mare. Alla fine, anche lei si innamorò e lo abbracciò affettuosamente. Si abbracciarono così forte e a lungo, che tutti i tentacoli si aggrovigliarono. Da allora non sono più riusciti a districarsi e vivono ancora così: felici, legati e contenti.

Un giorno, al mare, vicino agli scogli

Un giorno, al mare, vicino agli scogli, le triglie organizzarono il loro matrimonio. Tutti i pesci che vivevano lì erano stati invitati e arrivarono anche pesci dai mari lontani. Le triglie erano elegantissime: rosse e grigie a strisce, sembravano vestite di raso. Durante il matrimonio ci fu anche un concerto delle arselle bianche e il coro gospel delle cozze. Fu una festa bellissima e tutti se la ricordano ancora.

L ’inizio dell’estate

L ’inizio dell’estate viene sempre festeggiato dagli abitanti del mare. Una volta ci fu un concerto più bello del solito. C’era sempre il coro delle arselle bianche e quello gospel delle cozze, ma quando arrivarono anche il pesce trombetta e il pesce violino la festa scoppiò e i pesci si divertirono come mai avevano fatto prima.

In fondo al mare c’è una città

In fondo al mare c’è una città – pesci e conchiglie di qua e di la più è profondo e più si fa scuro c’è un piccolo mondo nascosto al sicuro. Sempre di lato il granchio cammina e con le sue chele il nemico allontana poi c’è lo squalo e lo vedi arrivare perché la sua pinna sta fuori dal mare

C’era una volta l’oca Vanessa

C’era una volta l’oca Vanessa. Era così bella che tutti gli animali della fattoria le facevano i complimenti per le sue piume candide. Le fecero così tanti complimenti che lei si montò la testa e finì per non salutare più nessuno. Un giorno durante un temporale, il contadino fece riparare tutti gli animali nella stalla e non si accorse che Vanessa era rimasta fuori. Lei si riempì di fango. Quando il temporale passò, tutti uscirono dal capanno ma nessuno volle aiutarla a pulirsi le piume dal fango. Non sapeva come fare. Allora il topo anziano, che era saggio, le consigliò di chiedere scusa a tutti per il suo comportamento sbagliato e lei lo fece. Da quel giorno, tutti gli animali della fattoria vivono in armonia gli uni con gli altri.

Un asino molto simpatico che si chiamava Allegro

Un asino molto simpatico che si chiamava Allegro, un giorno si innamorò di Bella, una bellissima asinella. A lei piaceva tanto ballare, invece Allegro non lo aveva mai fatto. Non sapeva come fare a dichiararle il suo amore e chiese consigli in fattoria: “Amici, sono tanto innamorato di un’asinella bellissima, ma non so come fare a conquistarla. Lei ama ballare ma io, quando la vedo, non riesco nemmeno a camminare per l’emozione. Come posso fare?”. Il topo anziano e saggio disse: regalale un fiore, vedrai che le piacerà! L’asino allora andò a cercare un mazzo dei fiori di campo più belli e glieli portò. Quando Bella li vide, si sciolse in uno sguardo d’amore, li prese tra i denti e li mangiò subito. Poi gli domandò: “Ti piace di ballare?” “Ehm, io? Non ci riesco”. Lei sorrise: “Te lo insegno io!”. L‘asino, felice, imparò a ballare. Innamorati e ballerini trascorsero insieme tutta la loro vita.

Una famigliola di maiali

Una famigliola di maiali stava sempre a dormire. In primavera però, c’erano tante mosche che disturbavano il loro sonno. Un giorno la mamma, stufa, disse: “che noia queste mosche! Forza cuccioli, andiamo a fare un bel bagno di fango!” Loro subito corsero felici verso il fango migliore e ci si tuffarono dentro. Le mosche non riuscendo più ad appoggiarsi ai maiali, se ne andarono e loro poterono riposare senza essere disturbati. Al tramonto, la mamma li svegliò: “Sveglia piccoli! È l’ora della doccia!”. Tutti in fila indiana, si fecero una bella passeggiata nei campi di mais, sotto la pioggia degli innaffiatoi. Tornando a casa, passarono lungo un campo di lavanda in fiore per profumarsi per bene. Puliti e profumati, erano pronti per andare a dormire tutta la notte senza quelle fastidiose mosche che erano andate a dormire, pure loro, al calar del sole.

Una bimba di nome Elisa

C’era una volta una bimba di nome Elisa. Amava la neve e scrisse a Babbo Natale il suo desiderio. Fu così che Elisa, la sera della Vigilia, si mise nel lettino e prima di chiudere gli occhi bisbigliò ‘’Babbo Natale non dimenticarti, se puoi. Sarebbe bellissimo.”’ Passarono le ore e la neve iniziò a scendere. Elisa dormiva ancora. Ma ad un tratto la bimba si alzò e quello che vide non fu solo un sogno. La gioia fu tanta e costruì, in quella mattina magica, un pupazzo di neve bellissimo. Lo chiamò Babbo Natale, la maniera più dolce per ringraziare chi, ai sogni, credeva come lei. I sogni si avverano, anche quelli grandi come il cielo.

Il topolino di nome Samuel

C’era una volta un topolino di nome Samuel. Il Natale era appena passato. Si sentiva triste. I giochini erano accanto al suo letto, ma desiderava che il Natale fosse ancora lì, con la sua neve soffice dei sogni e i nonni sorridenti accanto alla tavola rossa. “Mamma, ma il Natale ora dov’è? Sta riposando?” – aveva chiesto il piccolo Samuel – Possiamo svegliarlo e fare in modo che ci sia tutti i giorni? Sarebbe bello se giocasse con noi anche in estate.” “Il Natale c’è sempre, è dentro il tuo cuoricino” sussurrava la sua mamma. Parole che lo facevano pensare. Samuel corse dai nonni, con sciarpina e cappello bussando alla loro porta. Li strinse fortissimo, bisbigliando “Nonni, venite con me. Stasera festeggeremo di nuovo il Natale.” Il topolino era pieno di gioia e sentiva il cuore battere. Il Natale s’era svegliato! Le parole della mamma risuonavano ancora. Lo racconta ai cuccioli che incontra, il Natale con coccole e abbracci torna e diventa speciale. Da quel giorno la festa più magica dell’anno non finisce mai.